ciliegie di pecetto
Paniere dei prodotti tipici

«Ciliegie di Pecetto»
Disciplinare di Produzione

Estratto

Art. 3 - Delimitazione dell' area di produzione
L'area di produzione comprende il comune di Pecetto Torinese e i seguenti comuni e località della Collina Torinese: Revigliasco (Moncalieri), Pino Torinese, Baldissero Torinese, Pavarolo, Bardassano (Gassino), Sciolze, Montaldo Tor., Andezeno, Marentino, Arignano, e il territorio collinare (come definito dalla Regione Piemonte - Del.C.R. 826-6658/88) dei comuni di Trofarello - centro di coltivazione della Amarena -, Moncalieri, Cambiano e Chieri.
I prodotti trasformati possono essere lavorati in stabilimenti fuori dell'area di produzione, all'interno della Regione Piemonte.

Art. 5 - Patrimonio varietale
... Le varietà tipiche locali sono, per il gruppo delle ciliegie vere e proprie: (in ordine di maturazione) la Gariolina, la Vigevano, la Mollana, la Vittona, la Galucia, la Cacciatora o Moncalera, la Nejrana, la Vittona dle Spi, la Martini e la Ciliegia Bianca; per i duroni: il Galucio, il Graffione bianco e il Graffione nero; per le agriotte: l'Amarena di Trofarello e la Marisa.
... (Il Comitato tecnico-consultivo definisce l'Elenco delle) "nuove" cultivar con caratteristiche di elevata adattabilità alle condizioni pedoclimatiche della zona e con caratteri gustativi analoghi a quelli tipici delle ciliegie conosciute come «Ciliegie di Pecetto» ...

Art.6 - Tecniche produttive
La coltivazione del ciliegio nell'areale della Collina Torinese ha come elementi qualificanti la giacitura luminosa e arieggiata e la struttura pedologica del suolo.
Il portainnesto tutt'oggi più utilizzato è il franco ...
Nel caso di ciliegio innestato su franco con caratteristiche di spiccata vigoria, è necessario adottare sesti d'impianto ampi tali da garantire una buona luminosità e un adeguato arieggiamento. Con portainnesti di vigore più ridotto quali quelli utilizzabili nei nuovi impianti, pur garantendo un microclima adeguato all'interno della chioma, è possibile ridurre leggermente i sesti. ...

Art.7 - Produzione ecosostenibile
Il metodo di coltivazione adottato è quello delle produzioni ecosostenibili le cui applicazioni sono facilitate dall'ambiente pedo-climatico favorevole.
La gestione del suolo prevede normalmente l'inerbimento totale del frutteto o comunque parziale, controllato con periodici sfalci durante la stagione primaverile ed estiva. L'inerbimento, in queste situazioni collinari in cui è necessario limitare l'erosione superficiale dei terreni dovuta alla pendenza, ha la funzione specifica di trattenere il terreno grazie agli apparati radicali delle specie erbacee presenti ed al miglioramento della struttura dovuta alla sostanza organica che si accumula nello strato sottostante. Inoltre, poiché la coltivazione del ciliegio in queste zone è svolta in asciutta, il cotico erboso svolge un'azione positiva nel mantenere lo strato superficiale del terreno fresco e umido. Infine l'inerbimento agevola la transitabilità durante le operazioni di raccolta e il passaggio delle macchine operatrici per le operazioni colturali senza costipare il terreno.
La coltivazione, normalmente in asciutta, porta all'esaltazione delle caratteristiche organolettiche e gustative delle singole varietà di «Ciliegie di Pecetto». L'irrigazione è praticata solo eccezionalmente come intervento di soccorso.
La concimazione del ciliegio è principalmente di tipo organico, a cui si aggiunge il materiale organico derivante dai periodici sfalci. Nel rispetto del metodo di coltivazione ecosostenibile, le concimazioni minerali sono estremamente limitate.
La difesa fitosanitaria è attuata impiegando, il minor quantitativo possibile (solo se necessario e alle dosi minori) di prodotti fitosanitari a minore impatto verso l'uomo e l'ambiente.
Quando sono possibili tecniche o strategie diverse si privilegiano quelle di tipo agronomico e/o biologico in grado di garantire il minor impatto ambientale, nel quadro di una agricoltura ecosostenibile.
In sintesi, la coltivazione, la concimazione, la difesa fitosanitaria sono praticate nel rispetto delle norme comunitarie per le produzioni ecosostenibili in vigore (Reg, CE 1257/99, art. 22 - 24) oppure a quelle dell'agricoltura biologica, queste dovranno essere certificate e qualificarsi secondo la relativa normativa.

Art. 8 - Raccolta, confezionamento, etichettatura e commercializzazione
La raccolta delle «Ciliegie di Pecetto» avviene alla maturazione fisiologica del frutto ed è esclusivamente manuale o agevolata.
I frutti devono presentare le caratteristiche proprie della cultivar o varietà, relativamente al colore, alla forma, alla pezzatura, al grado di maturazione, alla consistenza della polpa, alle peculiarità gustative.
I frutti devono essere interi con il peduncolo attaccato, senza segni evidenti di ammaccature o spaccature, senza presentare indizi di contaminazione da parte di miceti o altri parassiti ( in specie Rhagoletis cerasi).
Sono ammesse deroghe su un massimo del 2% dei frutti per ogni fisiopatia e per un massimo del 5% complessivi ai sensi del Reg. (CE) n.899/87 e n. 888/97 e successive modifiche ed integrazioni, nonché le relative disposizioni nazionali e regionali.
Il confezionamento, l'etichettatura e la commercializzazione delle "Ciliegie di Pecetto" devono fare riferimento alle norme di qualità ai sensi del Reg. (CE) n. 899/87 e successive modifiche ed integrazioni, nonché le relative disposizioni nazionali e regionali.
In particolare le «Ciliegie di Pecetto» vengono confezionate dalle aziende produttrici in cassette (plateaux) < 7 kg oppure in vaschette < 1 kg. Su questi due tipi di contenitori è apposto il marchio identificativo del prodotto "Ciliegie di Pecetto".
I contenitori delle «Ciliegie di Pecetto» rispondenti al presente Disciplinare possono fregiarsi della qualifica di «Ciliegie di Pecetto», oltre a riportare le indicazioni previste dalle normative vigenti in materia di identificazione del prodotto. L'uso delle diciture di cui sopra, per prodotti trasformati è consentito esclusivamente nelle produzioni che non contengano ciliegie di altra origine.
Le varietà tipiche locali potranno fregiarsi della indicazione "varietà tipica ..." seguita dal nome varietale.
È consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a marchi privati e nomi di cascine o aziende dalle quali effettivamente provengano le «Ciliegie di Pecetto», purché non abbiano significato laudativo.
Per le aziende biologiche al marchio «Ciliegie di Pecetto» sarà affiancato il marchio di certificazione biologica ai sensi del Reg. (CE) n. 2092/91.

Art. 10 - Attività di controllo
I produttori di «Ciliegie di Pecetto», le particelle catastali su cui avviene la coltivazione e le aziende di trasformazione verranno iscritti in appositi elenchi, gestiti dal Titolare del marchio. Il Regolamento definisce le modalità di iscrizione nei suddetti elenchi, i modi per verificare la rispondenza della coltivazione e del confezionamento alle disposizioni del presente disciplinare.
Il Regolamento stabilisce le sanzioni alle violazioni del presente Disciplinare, integrative a quelle già previste dalle norme in vigore relative ai prodoti agroalimentari e ai marchi di qualità. Esse comportano l'esclusione dall'uso del marchio per periodi più o meno lunghi a seconda della gravità della violazione, facendo salva la possibilità del Titolare del marchio o di chi ne ha interesse di adire, quando previsto, alle vie legali.

Art. 11 - Comitato tecnico-consultivo
È istituito un Comitato Tecnico-consultivo costituito da due cerasicoltori, un tecnico frutticolo, nominati dal Titolare del marchio; da un consumatore, un rappresentante di Ente Locale e un esperto frutticolo nominati dal o dagli Enti Locali.
Esso ha funzioni propositive di indirizzo e di verifica sull'attuazione del Disciplinare e su ogni altro parere previsto dal Disciplinare o dal Regolamento.