ciliegie di pecetto
Paniere dei prodotti tipici

Classificazione botanica e pomologica del ciliegio

Il ciliegio, dolce e acido, appartiene alla famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia Prunoideae. Nell'ambito del genere Prunus i tassonomi distinguono un sottogenere Cerasus che raggruppa circa 40 specie di ciliegi fra cui le più importanti sotto l'aspetto colturale sono senza dubbio P. avium L. (ciliegio dolce) e P. cerasus L. (ciliegio acido). Altre specie di questo sottogenere sono note come portinnesti (P. mahaleb, P. canescens, P. fruticosa) o come ornamentali.

Il ciliegio dolce è originario dell'area intercontinentale euro-asiatica con centro tra il mar Caspio e il Mar Nero; mentre si individua l'origine del ciliegio acido nella parte asiatica della stessa area, tra l'Asia Minore e il Turkmenistan.
Entrambe le specie sono note in Europa dall'antichità. Citato per la prima volta da Teofrasto (intorno al 300 a.C.), il ciliegio si diffuse dai luoghi originari al seguito dell'espansione dell'impero romano.
Attraverso i secoli, l'opera di selezione e di propagazione ha dato origine al moderno patrimonio varietale, ricco di centinaia di varietà diverse, moltissime locali. Questa ricchezza di germoplasma distingue il ciliegio da altre specie frutticole che hanno subito un maggior grado di specializzazione.

Sotto l'aspetto pomologico-merceoligico le ciliegie dolci vengono classificate in base alla consistenza della polpa in varietà: tenerine o semplicemente "ciliegie", in piemontese cirese o cerese (Guignes per i francesi), duroni o duracine, grafion in piemontese (Bigarreaux in francese). Entrambi i gruppi comprendono varietà a buccia rossa oppure chiara (con sfumature rosse).
Le ciliegie acide (distinte in amarene, visciole o griotte e marasche) localmente sono rappresentate dalla Griotta o Amarena di Trofarello e da una quarantina d'anni dalla griotta Marisa.

I dati delle schede pubblicate in questo sito sono tratti dal supplemento al n. 60 dei "Quaderni della Regione Piemonte - Agricoltura" Antiche cultivar di ciliegio in Piemonte - novembre 2008 - alla cui redazione ha contribuito il Dipartimento di Colture arboree dell'Università degli Studi di Torino in collaborazione con la FACOLT negli anni 2003, 2004 e 2005